All!

progetto produttivo 2012/2016

All! progetto produttivo 2012 / 2016

progetto e realizzazione Kinkaleri

Ci sono degli amici che una volta che li incontri capisci subito che saranno amici per sempre. Sono amici a cui pensi quando fai le cose e che ti guidano nelle scelte, ti sostengono anche e soprattutto quando non le fai.

William Seward Burroughs è un maestro e un amico che ci ha insegnato che le cose posseggono realtà diverse, diverse dimensioni e diverse regole di interpretazione, basta collocare i riferimenti in punti diversi dallo zero cartesiano.
W.S.B. ci ha insegnato a costruire bombe, vere e immaginarie, per poter assottigliare l’enorme divario tra chi detiene il potere della parola istituita e chi invece del linguaggio sente la delicata, instabile, insicura presenza. Non esiste potere più forte del linguaggio.
Ed è per questo che diventa per tutti un obbligo esercitare la rivolta tutte le volte che se ne presenta l’occasione. W.S.B. ci ha insegnato che ci vuole coraggio per vivere, soprattutto se si accetta di intossicarsi per vedere oltre le apparenze.

– Vedi quella mucca stagliata su quel crinale di quelle montagne in controluce?
– Oh si! si la vedo!
– E quell’uomo che gioca con un coccodrillo nell’acqua verde del rio delle amazzoni? – Ah Ah Ah, si lo vedo! Sembrano un gatto e un topo!

All! è un progetto sul linguaggio strutturato in percorsi fisici, verbali, visivi, sonori, mirati allo svilup- po di un pensiero nella totale libertà espressiva. Punto di riferimento di questa ricerca è stata la figura di William Seward Burroughs che del linguaggio ha sempre fatto un luogo di frontiera, atto politico e creativo; non si tratta di un progetto su W.S.B. ma con W.S.B. e con tutti gli artisti che in quegli anni hanno indagato la parola nella possibilità di essere altro. In fondo è uno spettacolo su ciò che insegna- va W.S.B.:essere liberi anche sotto tortura, tornare ad una radicalità nella propria presenza.

L’invenzione di un codice che permette di trascrivere il simbolo alfabetico direttamente sul proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo, è stato un vero e proprio atto fondante del progetto; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale e sviluppa tutte le funzioni di un corpo in movimento. Una pura invenzione per far assumere a qualsiasi performer la scrittura come dato compositivo da interpretare qui e ora, adottando un codice/linguaggio che nella sua applicazione calligrafica ha la possibilità di divenire altro, travalicando la parola stessa e ridefinendo l’idea di coreografia.

All! si compone di innumerevoli momenti di diversa natura e intensità fatti di parole, suoni, immagini ponendo ogni volta la questione del linguaggio come possibilità di un gesto d’arte. Il progetto si inscrive diret- tamente in tutta quella sotterranea diramazione della performance che fa dell’abbattimento dei ruoli la propria funzione principale. Il luogo della battaglia è sempre lo stesso, il corpo. Non la purezza di un corpo astratto ma le possibilità di un corpo soggetto al dominio delle forze.

Si tratta di seguire l’attitudine a rompere degli schemi di relazione, di comunicazione, di servitù alla scena. Si tratta di lotta, di strategia, si tratta di mancare quando si rischia, fuggire perché necessario. Si tratta di dar voce all’esigenza di disorganizzare i corpi in movimento in un luogo che li contempli o che, al contrario, li sciolga e disperda.

Il progetto All! si è sviluppato nelle seguenti declinazioni:
Play For Subject, Microphone And Target
Say No To
tRitolo
For Gun No Fake You
Fake For Gun No You
Gun No Fake For You
Twothousand
Virus
Threethousand
Everyone Gets Lighter
Fourthousand
Someone In Hell Loves You
Pasto Pubblico
Virus Kids
Found Dance
K-Font
rRrr
Fivethousand