In: Progetti

I’M OK.

Performance

progetto e produzione Kinkaleri
con il sostegno di Mibac – Dipartimento dello Spettacolo, Regione Toscana

Il Cassero è un resto delle mura di Prato, è uno spazio che potrebbe essere concepito come un acceleratore di particelle, una linea retta dove far correre fotoni veloci quasi come la luce. Oppure  una linea di frontiera, arcaica e obsoleta come ogni legge o come ogni muro che divide. (L’essenza della vita è procedere per dissociazione e divisioni, per dicotomie: concettuale e tridimensionale, scientifico e romantico, geometrico e organico, mente e materia, costruzione e decostruzione, astratto e figurativo, semplice e complesso, rigido e flessibile, passivo e attivo, razionale e irrazionale, resistere e lasciare andare, stabile ed effimero, orizzontale e verticale, emotività e fisicità, tenerezza e violenza, unione e taglio, distruzione e ricostruzione, rottura e riparazione, morte e nascita,  amore e odio, armonia e conflitto, frustrazione e felicità, successo e fallimento,  vecchiaia e gioventù, l’uno e gli altri, pubblico e privato, aggiungere e sottrarre, esteriorità e interiorità, processo e oggetto, spontaneità e progetto, coscienza e incoscienza, ripetizione e differenza.) Questa performance indaga la serialità del punto di rottura. La morfologia dei luoghi fa diventare naturale un esperimento che può essere testimoniato da due punti di vista contrapposti, due punti di osservazione che si dichiarano e si rendono evidenti insieme. Prossimità e lontananza due visioni complementari di un unico paesaggio visivo. Un evento che prevede ad ogni istante la possibilità di non poter più proseguire, causa incidente. E’ tempo di essere altrove, senza rimpianti, come coloni nello spazio.