‹OTTO› 2003/2018

‹OTTO›
2003/2018

progetto, realizzazione Kinkaleri / Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco, Cristina Rizzo con Filippo Baglioni, Chiara Bertuccelli, Andrea Sassoli e Mirco Orciatici produzione KLm / Kinkaleri in collaborazione con Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Teatro Metastasio / ContemporaneaFestival, spazioK.Kinkaleri con il sostegno di Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello spettacolo

 

Leggere nei due sensi è il solo
sapere necessario per guardare
questo spettacolo
Gilles Amalvi,
8×8 / Lecture

 

<OTTO> ha vinto il premio UBU prima del suo debutto nel 2002. Forse non tutti lo sanno, ma l’anno in cui gli fu assegnato il premio, Kinkaleri era in giro con gli studi del lavoro, sperimentando di volta in volta nuovi materiali di scena che venivano assemblati come in un montaggio cinematografico, sequenza dopo sequenza. Il debutto è avvenuto il 16 gennaio 2003.
Dopo 15 anni Kinkaleri riprende e riporta in scena un lavoro nella necessità di capire cosa ci sia ancora di vero in uno spettacolo che navigava nel vuoto, facendo del crollo l’emblema di una nuova era. <OTTO> non ritorna come ogni repertorio che abbia un motivo per resistere al tempo, <OTTO> è qui per domandare ancora.
Una persona entra in scena e cade. Più precisamente non entra per cadere, ma cade perché entra. Una caduta che potrebbe essere l’unica, in assoluto, che contiene tutto lo spettacolo, alla quale seguono altre cadute, che possono essere considerate delle note a piè di pagina, evoluzioni di quella prima archetipica caduta. Una caduta che a distanza di quindici anni tenta di rapportarsi con una nuova generazione, per capire se il crollo che era stato individuato in quei primi anni duemila è ancora in divenire, se siamo nella polvere, oppure se ci troviamo già in un iceberg staccato che si muove verso altre direzioni.
“<OTTO> è un vuoto, ora, una sospensione del mondo, evitare di guardare, conosco già tutto, siamo al massimo valore della rappresentazione crudele del mondo che si offre alla rappresentazione indecente di sé.”
Il nuovo allestimento al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, in collaborazione con il Teatro Metastasio/Contemporaneafestival, offre un’importante occasione per estendere <OTTO> oltre la performance. Quello che resta sulla scena viene restituito al visitatore come segno artistico da attraversare, un’installazione ambientale all’interno della mostra per il trentennale del museo, riattivata ogni settimana il venerdì e la domenica fino al 21 ottobre.