NOVECENTO

NOVECENTO

progetto e realizzazione Kinkaleri
produzione KLm/Kinkaleri

durata: 150min circa

Kinkaleri negli ultimi anni ha sviluppato una ricerca sul linguaggio, strutturando percorsi fisici, verbali, visivi e sonori, nella totale libertà espressiva. Alla base di questa ricerca c’è l’invenzione del codiceK, un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico sul proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale sviluppando tutte le funzioni di un corpo compreso in un movimento. Una pura invenzione per far assumere a qualsiasi performer la scrittura come dato compositivo da interpretare qui e ora, adottando un codice/linguaggio che nella sua applicazione calligrafica ha la possibilità di divenire altro, travalicando la parola stessa e ridefinendo l’idea di coreografia.
Novecento propone un percorso immaginario che mette in relazione alcune opere del primo 900 con il corpo danzante, un atto motorio che coinvolge la dinamica, l’immagine e la scrittura. La performance, collocata nella sala della collezione permanente del Museo del Novecento, si sviluppa attraverso una figura che immersa in una partitura fisica/verbale, determinata dalla traduzione dei titoli delle opere esposte, instaura un dialogo tra il luogo che la contiene e il flusso di forme che produce.
Un corpo si muove, pronuncia attraverso se stesso cosa gli sta attorno in una prossemica gestuale senza tensione. Il corpo come lo sguardo, si appropria dello lo spazio, nessun tentativo drammaturgico apparente, solo la persistenza, esso traccia linee, costruisce forme, in un tempo dilatato, volume verso volumi nel silenzio di una sala dedita alla contemplazione, interrotto sporadicamente dal suono di alcune lettere pronunciate dalla sua bocca, che, come frecce colpiscono lo spazio, gli astanti, la storia dell’arte.