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OGGETTO: KINKALERI


I continui progetti di Kinkaleri sono la prerogativa intermittente della propria struttura operativa che cerca di caratterizzarsi con la verifica delle impossibilitá lucidissime e della meccanica meno ardita, non in qualitá di componenti desiderabili, forse piuttosto in balia delle proprie urgenze disputate senza interruzioni nel luogo più dolce o più arrogante che non corrisponde all'atto performativo in senso monumentale e neanche all'appartenenza spettacolare di consumo visuale e uditivo. L'obbedienza oggettiva e non sentimentale ha imbevuto l'iniziativa prima trascinando nel perimetro irregolare i sei soggetti umani di cui all'oggetto che a committenze alternano autoproduzioni nell'ambito delle circostanze. In una lingua al di lá dell'Adriatico la parola kinkaleri designa la chincaglieria e l'insegna indica l'emporio, il luogo dove se possibile ci si può rifornire di prodotti varii, disponibilitá eterogenee di anelli e medagliette in finto oro, cassette musicali, vestaglie da notte, quaderni, gelati confezionati, sigarette, parti di ricambio per biciclette, ciabatte di gomma, fermagli per capelli con decorazioni di fiorellini colorati di plastica, pile, carta da lettere, stoviglie, utensili, libri, filo aghi bottoni chiusure lampo fodere, olio per automobili, seghetti a legno e a ferro, secchi in ferro e in plastica, saponette, pietrine e stoppini per accendini a benzina, stringhe per scarpe, coltelletti a serramanico, pupazzetti, palloni, gomme da masticare, semini salati, granate di saggina, lana di pecora da cardare, smalto per unghie, biancheria intima, cartucce per fucili, anticoncezionali, specchietti di bellezza, valvole per apparecchi radio e tv, servizio di scrittura e lettura per analfabeti, lampadine, orologi, forbicine, flauti in legno, pipe decorate, teste di capra in gesso da fissare sul muro di casa, moschettoni, argani, profumi, tempere, cerotti, cartine geografiche, cagnolini di pelouche come soprammobili sopra il televisore e altre quantitá infinite di prodotti reperibili a seconda del periodo, dello stoccaggio, del magazzino, della richiesta, dell'offerta, dell'andamento del mercato, dell'arrivo delle navi, delle formalitá doganali, della produzione nelle varie regioni, della fantasia e dell'inventiva degli artigiani, dell'acquisibilitá delle materie prime, dell'energia elettrica e dell'acqua, dell'ora del giorno, della stagione, della capacitá di scovare nel mucchio.

Concettualmente questo nome ci sedusse sia per la bellezza intrinseca dell'accostamento delle lettere che lo compongono e la conseguente risultanza fonetica, sia per l'immediata funzione di depauperamento nei confronti dei prodotti artistici derivati dalle maestranze Kinkaleri che inevitabilmente e automaticamente avrebbero realizzato chincaglieria, sia per l'idea di emporio, contenitore aperto per tutta la serie di attivitá a cui il raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo avrebbe sentito la necessitá di avvicinarsi : spettacoli, performances, allestimenti, mises en espace, editoria, radiodrammi, composizioni musicali, traduzioni da e in lingue straniere, progetti di sartoria, servizi fotografici, trattamento e configurazione di materiali altrui, realizzazione di video e film in pellicola, costruzioni scenografiche, organizzazione di rassegne, sonorizzazioni ambientali, gestione di studi di registrazione, eccetera. Gli allestimenti di Kinkaleri non sono il campo d'azione per la recitazione del movimento e non sono il guardaroba scenografico per il movimento della recitazione : sono apparati di combustione. La definizione della linea artistica e le indicazioni dettagliate sulle necessitá poetiche non possono essere argomentate se non con il macroscopio posizionato sulla lente preferita dall'utente e puntato sulla consistenza dei famosi trecentosessanta gradi meno alcuni, senza cartine al tornasole.

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