MY LOVE FOR YOU WILL NEVER DIE
 
 
 
 

Progetto
K I N K A L E R I

produzione Festival di Santarcangelo, Teatro Studio di Scandicci, Kinkaleri
in collaborazione con Xing - Link Project Perform - Bologna, CRT - Milano
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento dello spettacolo, Comune di Firenze.
 

:il luogo delle successioni di atti indimenticabili, dall'arrivo, alla seduta, allo sguardo, allo sbadiglio, al sospiro, al bisbiglio, alla piccola risata, al sonno. Un luogo di ricerca che svuota gli oggetti affidandosi alla dolce superficie con un sentimento di semplice concatenazione di atti senza perlustrazione, un volume instabile senza riferimento che non lascia come traccia altro che il proprio vuoto. Spazio svuotato dall'apparenza, liberato da quella luminosa glorificazione della bellezza che cancella il diritto al pericolo. Un'estraneità calma e dolcissima è il rapporto che questo lavoro dovrebbe avere con lo spettatore; una dolcezza che dovrebbe mitigare proprio il senso e la paura di questa estraneità: come un occhio che accoglie dall'esterno e mostra invariabilmente, come la ripresa nascosta di un bagno turco, dove la nebbia e il calore accolgono corpi che chinano il capo e pensano a sè, nello scivolare piano di una goccia dal mento, al collo, al torace poi fino a terra. Lo sguardo non sprofonda più, si aggancia al particolare millimetrico, cede il posto a uno stupore inesauribile in cui le cose semplicemente si mostrano. Vedere diviene sapersi visto dalle cose. Il tempo diviene altro tempo, tempo dello sguardo e tempo della cosa, del loro incrociarsi e del loro reciproco restituirsi. Lo sguardo stesso dello spettatore: la distanza che misura, non separa e pone al riparo ma crea una sconosciuta intimità che è naufragio. Ciò che è nascosto è l'evidenza di voler mostrare l'atto singolo come oggetto di sè: dolcissima vanità del divenire. Il corpo tramite di se stesso, parlante nella presenza non distrutta da ogni dover essere, anche appena accennato, giunge ad una essenzialità nella quale si è consumato ogni ispessimento dell'io con una densità che ha in sè leggerezza e attrazione: meravigliosa semplicità dell'apertura. Rendersi invisibili per verificare la solidità dell'esperienza contemporanea del proprio sentire con la consapevolezza di porsi al limite dei campi conosciuti. Uno spettacolo dedicato a nessuno in particolare:

VIDEO MEDIATECA
http://www.mediatecatoscana.it/catalogo/vedi_risultati.php?t1=NAAUAF00033062

 
 
 
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