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ESSO



Progetto di

Kinkaleri



produzione: Kinkaleri
con il sostegno di: Progetto Toscanadanza, Ministero per i Beni e le Attivitř Culturali - Dip. dello spettacolo



Un dj e due danzatori nelle loro linee di limite e d'azione che si mostrano in movimento uno alla volta - una console audio, due strisce diagonali di linoleum finto legno, due sedie, luce: l'allestimento asciutto e la sua organizzazione; una tigre in una gabbia non ╦ la rappresentazione di una tigre.
Nell'involucro dell'improvvisazione ci┌ che caratterizza l'evento ╦ lo spirito ludico di chi nelle strade sfida s╚ stesso e i suoi complici. In questo caso il movimento ed il suono non si ingolfano nella castrazione della gara di abilitř ma in uno scheggiato dialogo a tre.

Riavvicinarsi alla "danza" necessita una distanza da tutto ci┌ che implica la ripetizione, lo scorrere oggettivo di un corpo che costretto in delle forme estetiche pre-scelte appare chiuso in un sistema di veritř.
Per "danzare" occorre riappropriarsi di quel corpo e paradossalmente perderlo ancora una volta, sentirsi inadeguati, portarsi fuori da s╚ attraverso degli elementi di percezione attiva, liberare lo spirito e l'intelletto dal blocco vigile della coscienza.

Esso ╦ un esperimento di improvvisazione. Si sviluppa su degli elementi chiave rispetto ad una costruzione coreografica: lo spazio e il tempo. Non ne cambia affatto la natura ma vi inserisce un nuovo elemento: l'improvvisazione.
Ci┌ che apparentemente sembra semplicemente uno spettacolo, o una performance, o un attimo di lavoro coreografico nasconde nelle sue pieghe l'insidia della perdita di se: il danzatore "parla" a braccio.
Ci┌ che dice ╦ proprio ci┌ che fa; sostiene un luogo alimentando la sua dinamica psichica verso un fuori che semplicemente fornisce direzioni ordinate: di spazio e di tempo. Il Dj testimonia la durata scandendo suoni nella casualitř della ripetizione coatta, ipnotica di tracce uguali a se stesse e sempre.
I tre soggetti coinvolti sperimentano ogni volta un nuovo dialogo a tre che trova la sua coerenza nella diversitř dell'incontro.
Il fatto che tutto questo venga enunciato e non reso visibile rafforza il nostro sentimento tecnico di ricerca.
Ogni volta dentro lo stesso "spazio" e nello stesso "tempo" la materia si trasforma, diventa intensitř capace di transitare tra uno stato e l'altro, non ╦ mai prestabilita ma appare luminosa in un istante qualsiasi, microscopica visione.








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