Artaud,
"I Cenci" in particolare, sono scelti non come materiale
da mettere in scena ma come fallimento, come allestimento realizzato
da un autore che poi ha abbandonato il teatro per ritrovarsi da solo
tra le sue allucinazioni. Più che un testo da tradurre sulla
scena, uno sprofondamento dentro ad un titolo che trascende se stesso
per diventare cronaca teatrale e fatto biografico carico di considerazioni.
Tolto il primo strato di epidermide, resta da dire che il nostro rapporto
con la scena non riguarderà il dato biografico, non è
la sua vita che ci interessa ma le condizioni culturali di accettazione
dell'opera che Artaud ha aperto. Non è necessaria una "fedeltà"
ad Artaud e non ci sono motivi per disegnare alberi genealogici compilando
elenchi di chi e cosa sia stato più vicino al pazzo, di chi
abbia rispettato le regole: la crudeltà, la peste, l'immediatezza,
il rito, la politica, il doppio, la vita, il teatro, il corpo e gli
organi. L'unica cosa che resta è una tensione utopica esistenziale
e filosofica che rende indivisibile il soggetto dalle sue manifestazioni,
dalle sue esposizioni, che tratta la vita dunque non come evidenza
della cronaca, del quotidiano, della spontaneità, ma nella
sua dissociazione di anima-animale e la morte.
L'esperienza del fallimento che Artaud sperimenta è legata
al subire il giudizio da parte della critica e del pubblico. Esistere
nella legittimazione altrui. Intollerabile condizione per chi nello
squilibrio, nella dissociazione tra sé e sé, ha sempre
vissuto non potendo fare altro. Saltano dei rapporti, con il pubblico
prima di tutto, con chi decreta cioè la riuscita o meno di
un'opera. Di cosa si parla? "I LOVE YOU", "I NEED YOU".
Ok.
Considerare I Cenci/Spettacolo come tassello finale di unimmaginaria
trilogia che parte da My love for you will never die e prosegue
con <OTTO> è stata una constatazione: entrambi i lavori
intaccano dei limiti, in modo anche abbastanza disincantato. Discendere
da uno allaltro significa anche riflettere sul nostro percorso
biografico e di sperimentazione con la scena, su cosa voglia dire
per noi produrre degli oggetti, soprattutto da un punto di vista politico,
cioè in stretta relazione col mondo contemporaneo. Artaud ci
appare come quel tassello necessario per chiudere un discorso, nel
momento in cui appunto il rapporto tra la vita e l'arte diventa diretto.
Prendersi il lusso del tempo per porsi delle domande sul proprio lavoro,
questo è stato per noi il percorso tracciato da questi tre
spettacoli; giungere al limite effettivo di una rappresentazione dal
vivo e su quale valore possa avere oggi, visto che prevale un'idea
di rappresentazione, di regia, all'insegna di un rapporto di lavoro
salariato determinato o indeterminato. E il sistema spettacolare è
diventato habitat e limmaginario si compatta in rappresentazione
continua, fin negli interstizi; linutilità del teatro
e contemporaneamente la sua ultima necessità. Tutto questo
non deve essere percepito come un depistaggio: si dichiara un dato
di partenza per proseguire in un processo di messa in discussione
della scena
Ormai lo sai. A partire da questo istante
non mi hai mai visto, non sai chi sono, non mi conosci, io non ho
parlato con te e non ti ho detto niente, per te non ho volto né
voce né respiro né nome, neppure nuca o schiena. Di
giorno o in notturna poco importa. Non c'è stata conversazione
tra noi, tanto meno questo incontro, quel che accade qui davanti
ai tuoi occhi non è successo, nulla si è verificato,
né questi movimenti li hai visti perché non li ho
fatti, né queste parole le hai sentite perché non
le ho pronunciate. E se anche le sentissi ora, io non le ho dette.
Sarebbe meglio abbandonare la consuetudine e lasciare che le cose
passino e basta. E dopo oramai si addormentino tranquille.
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8,
9, 10 maggio
2004 DEBUTTO, europa
KunstenFESTIVALdesArts
04
Theatre 140 - Bruxelles [B] www.kfda.be
14,
15, 16 maggio 2004
RENCONTRES CHOREGRAPHIQUES INTERNATIONALES
de Seine-Saint-Denis 04
MC93 Bobigny / Petite Salle, Parigi [F] www.rencontreschoregraphiques.com
2-5
luglio 2004 DEBUTTO, Italia
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SANTARCANGELO
04
Santarcangelo [I] www.santarcangelofestival.it |