CREAZIONE 2008
 
 
 

 

Alcuni giorni sono migliori di altri
Fantasmi da Romeo e Giulietta


 
 
 

 
 

progetto, realizzazione
Kinkaleri
con
Giulio Nesi, Filippo Serra

produzione
Kinkaleri
coproduzione
Contemporanea 08 Festival
Santarcangelo Festival 38^ edizione

i
n collaborazione con
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Teatro Comunale di Ferrara
Xing Bologna

con il sostegno di
MiBaC - Dipartimento dello Spettacolo
SRS Regione Toscana


ringraziamenti
Valentine Leys, Holly Susan Hikido

 
 



“Non ne possiamo più di questo senso di colpa!”

I phiraha, una popolazione primitiva dell’Amazzonia, hanno una percezione del mondo e un linguaggio estremamente particolare. Rappresentano l’unica comunità che fa a meno del concetto di numerazione. Non contano e non numerano gli oggetti non chiamano i colori con il loro nomi, non possiedono la scrittura e la loro memoria collettiva non va oltre le due generazioni. Come in altri rari casi ognuno di loro cambia nome ogni due o tre giorni, non hanno una religione, né miti o leggende da tramandare, né forme d’arte. Il numero due rappresenta per loro la manifestazione della pluralità e dell’infinito.

La diseducazione. Senza progresso. L'accumulazione inutile delle esperienze, una smemoratezza continua fingendosi sempre altri: qualcuno che non c'era, che è arrivato tardi oppure che è mancato, magari malato e convalescente senza memoria. Fuori tempo, fuori gioco, non ti resta che affidarti alle possibilità del momento: urli e basta, spingi e basta, mangi e basta, piangi e basta, dormi e basta, scopi e basta, bevi e basta. Senza soggetto, parlo di uomo, come soggetto. Una forma del desiderio che si fa largo tra mille risposte giuste, la forma sbagliata, l'esercizio dell'errore come pratica continua al non capire, stupito come una mosca alla finestra. La necessità dell'incomprensione degli amanti che diventa ineluttabile movimento per poter dire, parlare, con un sasso in bocca.
"Alcuni giorni sono migliori di altri" si dipana ancora in una scena che non oppone resistenze, se non quelle dell'aria e del proprio corpo immerso nello sviluppo delle proprie forze, nella propria fatica, che si sviluppa piano nella linea che traccia e mentre lo fa si stupisce della sua evidenza chiara e senza complicazioni, e se penso ad un titolo dove poterla tracciare, elementare e potente, penso a Romeo e Giulietta come un testo pieno di romantico ardore, di amore che non pensa privo di anima e colmo, traboccante; e come riconoscenza all'esistenza di qualcuno che ci ha amato, che abbiamo amato, è un volersi morti a tutti i costi, semplicemente, perché morti per morti non esiste paragone tra le sue braccia. E in questo paesaggio pieno di concatenata dolcezza e stagliato e netto di adolescenti vorrei non ci fossero attriti o resistenze troppo umane ma solo, integrali, le manifestazioni dell'amore, dell'odio, della violenza, della morte; vorrei essere chiaro fino in fondo e per farlo vorrei nascondere il soggetto, escludere ogni possibile interprete, o personaggio, eliminarlo alla vista per far apparire, con un lenzuolo che copre un corpo con due buchi per gli occhi: un fantasma. Un'attrazione sconvolgente nella cancellazione di identità, di soggetto, nella sua massima espressione di figura; è come separare i corpi dalle anime, tutto diventa essenziale, elementare, imbarazzante da trattare, una figura incredibile, da serie B.
Un fantasma lo riconosci all'istante e con un fantasma puoi discutere di tutto subito senza bisogno di parole per spiegarsi, interrogarsi sui gusti o gli appetiti, potresti confessargli cose inimmaginabili. Un fantasma non va mai da uno psicanalista.
E quella che vorrei è una lirica leggera. Da idioti.



Il nuovo percorso produttivo di Kinkaleri dal titolo Alcuni giorni sono migliori di altri, fantasmi da Romeo e Giulietta si sviluppa nel biennio 2007/2008 trovando un riferimento progettuale in un classico del repertorio teatrale. Dopo il lavoro sulla rappresentazione e la riflessione sulla scena come forma di spettacolo libera da un unico senso narrativo, Kinkaleri ha sentito l'esigenza di intraprendere una nuova fase creativa in relazione con una struttura drammaturgica complessa. Il confronto con un classico della tragedia Shakespeariana che ha originato una miriade di interpretazioni, letture e visioni; una storia con ispirazioni in ogni campo, da quello figurativo a quello musicale, dalla narrativa al cinema e nella tradizione coreografica. Il lavoro si compone attraverso l'eccessiva presenza di due figure sceniche elementari interpretati da due performer; una sorta di ossessione che sopravvive a tutto e ritorna sempre, qualcosa o qualcuno che non si può dimenticare, impossibile tuttavia da riconoscere chiaramente. Il primo studio della nuova produzione è stato presentato al Festival Contemporanea 07 nel giugno 2007.



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  INTERVISTA AI FANTASMI / ESTRATTO VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=iiLEJCHwXYU
 
 

 

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