a bocca aperta 2009
L’urlo è il fatto della parola.
Kinkaleri sviluppa anche a Santarcangelo, attraverso una tappa del progetto Urlo, la propria ricerca sull’impatto reale della voce. A bocca aperta crea un luogo oscuro dentro una stanza abitata (aperta alla vista della strada e allo sguardo degli altri) dove a volte si ode gridare. Un grido senza motivo, oppure si può immaginare un qualunque motivo. Ci si potrebbe anche non sorprendere se a un certo punto chi entra cominciasse a urlare: l’unica cosa che rimane importante è che sia un grido di ribellione, di gioco, di sfogo, oppure una prova di resistenza o una gara a chi lo spinge più a lungo o più forte degli altri. Una casa di tolleranza dunque per una leggera pornografia del suono inarticolato, una palestra, una casa, un parco giochi, un luogo solitario drammatico o sociale. Un luogo di contemplazione. Uno scorcio d’udito non amplificato che resta intimo nonostante tutte le possibilità di esercizio.
 

Esiste un luogo oscuro contenuto da una stanza abitata (aperta alla vista della strada e allo sguardo degli altri che stanno nel corso delle cose e del tempo) dove a volte si ode gridare. Un grido senza motivo oppure si può immaginare un qualunque motivo. Ci si potrebbe anche non sorprendere se ad un certo punto chi entra cominciasse ad urlare. L’unica cosa che rimane importante è che sia un grido: di ribellione, di gioco, di sfogo, oppure una prova di resistenza o una gara a chi lo spinge più a lungo o più forte degli altri. O per nessun motivo.

Il progetto urlo si è sempre articolato nella ricerca di una assenza di drammaturgia predefinta, tutti gli accadimenti scaturiti da ogni situazione sono stati la conseguenza a volte inaspettata dell’inserimento del dispositivo nel corso di eventi o situazioni in cui misurava la sua presenza. Ci piace pensare in questo caso ad un spazio/luogo che contenga un altro spazio/luogo: un cubo o un parallelepipedo di moquette nera cucita in modo tale che l’interno sia costituito dalla parte morbida e che lasci il suono pronunciato nudo e contenuto, pulito e chiaro, inserito in un luogo trasparente alla vista dall’esterno (un negozio dismesso provvisto di vetrate potrebbe fare al nostro caso) che dovrebbe garantire la percezione contemporanea delle due corporeità complementari. La struttura ospitata non apparirà come un rigido volume, ma indecisa, sarà sostenuta con dei lacci al soffito: due aperture cieche segnaleranno l’accesso. Dunque si entra in questo luogo, si stà, si ode, si contempla, si conoscono gli abitanti che in momenti delicatamente individuati potranno far intuire la possibilità di essere autorizzati, nel buio dell’involucro, da soli o insieme ad altri, a liberare quel suono che potrebbe essere emesso da chiunque.
Una casa di tolleranza per una leggera pornografia del suono inarticolato, una palestra, una casa, un parco giochi, un luogo solitario drammatico o sociale. In tutto il periodo del Festival offriamo questo scorcio d’udito non amplificato che resta intimo nonostante tutte le possibilità di esercizio.


a bocca aperta
Installazione-Performance
Santarcangelo di Romagna / 3-5 .7. 2009
Santarcangelo 39 Festival Internazionale del Teatro in Piazza
progetto e realizzazione/project, realization KINKALERI
produzione/production Kinkaleri, Santarcangelo 39 Festival Internazionale del Teatro in Piazza

breve storia dell'urlo/a short story of the scream

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