Variazioni di TONO  
 
   

Per principiare l’identikit di un volto si comincia con la scelta dell’ovale corrispondente alla visione sbiadita generica e insicura di un’ immagine originaria, successivamente si aggiungono, provano, scartano e si adattano elementi morfologici per restituire un volto che fino a quel momento ha abitato soltanto la mente di chi ha immagazzinato la visione. Raggiunto il risultato la mente si placa rispecchiandosi in quel volto. Nel caso che invece il volto cercato sia davanti a noi già realizzato e concreto nella sua rappresentazione iconografica, la situazione, rovesciata rispetto alla precedente posizione, non contiene più l’ansia della restituzione ma appartiene al passatempo delle sostituzioni e variazioni e sul loro effetto che anche elementi minimi apportano esponenzialmente al volto in questione. Variazioni di Tono è un passatempo coreografico di variazioni percettive tra il suono e il movimento, lo spazio e il corpo, la metrica e il respiro. Tono è il titolo di uno spettacolo di kinkaleri. Non è il caso di parlare di improvvisazioni in quanto ogni giorno è dedicato allo studio.

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