

dal
famoso libro di Carlo Lorenzini ovvero delle Avventure del burattino Pinocchio.
Non nominare esplicitamente reca sospetto, protezione, curiosità, intenzione,
pudore, arroganza, ipotesi, distanza, aderenza, seduzione, vendetta, impossibilità,
mafia, complicità, inadeguatezza.
In principio era l'incanto, lo stregamento, la distanza allusoria che ci accompagna
nel caldo e accogliente mondo di favola.
E' smarrimento ed incantesimo e, come tale, deve essere alla fine infranto.
Ci si accede distrattamente, con il consueto "c'era una volta", sospensione
del verbo che si declina tra il predire e il divagare in tempi e luoghi clandestini.
E' il luogo della fiaba e della rifabulazione del mondo che profetizza il proprio
disincanto dalla storia, dove l'uomo fatato ammutolisce e la natura straniata
prende parola. E' il luogo dell'ascolto, o l'ascolto del luogo, il venire del
silenzio, tutti intorno ma uno alla volta. Grazie.
- Si vada a cominciaRe, ma senza Re. - Per una volta manca.
Manca il soggetto, il verbo e la parola, scaraventati nel mondo coatto della
grammatica acustica un attimo prima di potersi tappare le orecchie. Manca lo
sguardo, il colpo d'occhio, la prospettica visione del controllo, relegata al
consumo del brandello e della scheggia isolata passata, forse, di lì
per caso.
E' per mancanza che la storia, ridotta a suono, voluminosa e gracchiante nei
diversi livelli di ascolto, fuoriesce dalle onde di amplificatori finali, soggetta
alle impedenze dell'arnese meccanico.
Il racconto è della persona e si consegna direttamente.
E l'infante attende.
Incubato nel cuore giallo della scena e amorevolmente protetto da madre natura
la cui ingegneria a riguardo solletica l'azzardosa presenza di corpi visibili,
corpi nascosti e corpi al termine dell'origine.
Assoluta e senza residui; così dolce e così crudele, generosa
nel dispensare baci e taglienti cesure.
E comunque accade, o almeno è dovuto accadere, nel luogo solenne di addobbi
insolenti ed ironici, di fragili miserie, di fedeltà mal riposte, di
devozione, di fuga. E' il campo dei miracoli con la sua casa fatata che accoglie
la storia del suo amato Pinocchio per restituirla nella miniatura di piccole
reliquie inanimate. L'incantesimo è rotto.
Realizzato da: Cristina Rizzo, Gina Monaco, Luca Camilletti, Marco Mazzoni,
Massimmo Conti e Matteo Bambi.
Produzione Kinkaleri
in collaborazione con: Festival di Castiglioncello, Centro Regionale Toscano
per la Danza, LINK Project, AUT, K, Officine cinematografiche.
Kinkaleri lavora all'interno del Centro Popolare Autogestito Firenze-sud nell'area
ex-Longinotti condividendone l'autogestione.
- 1998 -


KINKALERI
raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo
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