11cover
progetto Kinkaleri
produzione
Kinkaleri in collaborazione con Fabbrica Europa Festival 2006
coreografia Kinkaleri
con Cristina Rizzo
musiche originali eseguite dal vivo Jimmy Gelli
Cristina Rizzo veste Boboutic, Jimmy Gelli veste abiti propri
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali - Dipartimento dello Spettacolo
Sistema Regionale dello Spettacolo Regione Toscana

 


 
11cover prosegue la riflessione di Kinkaleri sul rapporto tra movimento/suono e lo studio dei codici che lo sostengono cominciato con i precedenti progetti Esso, Due anzi una macchina, Serie B (che riattivavano il discorso su l'improvvisazione come forma spettacolare) e il progetto Tono ( che attraverso uno stratagemma uditivo, trasfigurava il rapporto diretto tra musica e dinamica).
In questo caso il lavoro prende in prestito una parola, cover, per ristabilire un pensiero compositivo, uno stato mentale che attivi un rapporto diretto con la creazione tra il musicista e il danzatore, un filo unico tra ciò che si vede e ciò che si sente nel tentativo di perseguire una scrittura drammaturgica stabilita.
Essere senza scopo.
Un corpo piegato al movimento e un professionista del plagio sonoro attivano un sistema compositivo. La frammentazione diventa campo d'indagine per una scrittura drammaturgica costituita da suoni, movimenti.
Corpo sonoro e corpo dinamico impiegano un processo di movimento fluido da una chiave all'altra, sincronizzando i propri toni e le proprie rotture.
Tutti gli elementi si appoggiano sulla scena articolando un delicato minuetto: i costumi (i due costumi di scena, una parrucca nera, due parrucche bionde, un lenzuolo ecc…); l'impianto fonico (un mixer da dj, un piatto, le DI box, un mixer audio di sala, le casse acustiche, i monitor, un sub, i microfoni, vari oggetti per suoni acustici ecc…); gli oggetti di scena (una sedia, un microfono su asta da cantante ecc…).
Inaugurare una regola del gioco.
Ogni suono o movimento è stabilito, non c'è improvvisazione. Eppure sulla scena, tutto si gioca tra il dispiegamento tecnico del saper fare e la presenza dal vivo di due soggetti/performers che stabiliscono un rapporto di tensione verso l'esterno. Non esistono scopi, solo necessità.
Le due figure si assumono i ruoli che gli spettano assecondando le proprie maestrie. Niente di originale, ma un susseguirsi di rifrazioni per appropriarsi di tutto ciò che già è e articolarne una nuova versione senza più nessuna domanda. Si ha sempre a che fare con lo spettacolo, nello spettacolo.
Proteggersi contro la verità.
11, wtc duemilauno, due stanghette, uno più uno, undici.

JIMMI GELLI - Saltando a pié pari la divisione tra generi, usa tracce audio (in virtù del loro ritmo), campioni selezionati (per le suggestioni che possono rimandare), operazioni di vero e proprio plagio, per generare ambienti fatti di tinte sonore: il set composto da lettore cd, microfoni a contatto, piatto e campionatore miscela frammenti ricavati da tutte queste fonti audio. La direzione è sempre il ritmo. Partecipa a svariati progetti con artisti, in contesti sempre diversi, in qualunque situazione possa prestarsi alla ricerca del ritmo. Fa il musicista con diversi ensemble in sessioni di improvvisazione e collabora da molti anni al progetto Burp enterprise, etichetta indipendente fiorentina. Da un anno e mezzo cura un percorso musicale scegliendo il confronto con progetti teatrali.

 

     
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